martedì 17 marzo 2015

Cura dell'olivo

Trattamento da fare nel mese di Marzo-Aprile
Prima fase:
Potatura o taglio dei rami secchi
Disinfettare i rami con solfato di rame e grassello di calce
Irrorare tutto l’albero (chioma e tronchi) con solfato e grassello di calce
Dosi: 1 Kg di solfato di rame + 1 kg di grassello di calce (no calce in polvere) in 100 litri d’acqua
Se la pianta è già stata colpita ripetere l’operazione dopo 15/20 giorni

Seconda fase:
Disinfettare e nutrire i tronchi con solfato di ferro e grassello di calce Dosi: 2 Kg di solfato di ferro + 2 kg di grassello calce in 100 lt. d’acqua
Attenzione: solo i tronchi e solo una volta l’anno

Altri accorgimenti utili:
Disinfettare intorno all’albero con calce in polvere e zolfo (2/3 di calce + 1/3 di zolfo) e interrare con una leggera aratura per far respirare le radici dell’albero.
Utilizzare il Sovescio* per concimare naturalmente il terreno.

*Sovescio: seminare leguminose e graminacee che in prossimità della fioritura vengono trinciate, lasciate per qualche giorno sul terreno e Arate

NON USARE MAI PESTICIDI-ERBICIDI O ALTRE SOSTANZE TOSSICHE.

mercoledì 31 dicembre 2014

Vi auguro un'oasi di pace

La strada vi venga sempre dinanzi 
e il vento vi soffi alle spalle 
e la rugiada bagni sempre l'erba 
cui cui poggiate i passi. 
E il sorriso brilli sempre 
sul vostro volto. 
E il pianto che spunta 
sui vostri occhi 
sia solo pianto di felicità. 
E qualora dovesse trattarsi 
di lacrime di amarezza e di dolore, 
ci sia sempre qualcuno 
pronto ad asciugarvele. 
Il sole entri a brillare 
prepotentemente nella vostra casa, 
a portare tanta luce, 
tanta speranza e tanto calore.

don Tonino Bello

giovedì 22 maggio 2014

In memoria di Uccio Caloro

In memoria di Uccio Caloro
Oggi Alessano si è svegliata più povera.
Ha perso uno dei suoi migliori figli e dei principali punti di riferimento culturali ed intellettuali.
E' pleonastico, da parte mia, ricordare la figura di Uccio Caloro, la cui levatura ed il cui spessore come uomo di cultura sono ben noti anche al di là dei confini nazionali.
Uccio ha dedicato la sua vita alla ricerca delle nostre radici, e lo ha fatto indagando ed approfondendo ogni tematica del passato locale. E da ottimo cultore della storia qual'era, ha trasfuso la sua ricerca in numerose opere apprezzate e studiate dal mondo accademico.
Ma i suoi allori ed i suoi meriti non hanno minimamente scalfito la sua semplicità di uomo: del resto, è una virtù dei grandi restare semplici.
Ed Uccio era un uomo semplice, disponibile, vicino a tutti e legato agli amici: fu il primo, quando nacque mio figlio Marco, ad accorrere in Ospedale per fotografarlo e farmene un ricordo.
Io, che posso dire di aver avuto il privilegio di essere stato suo amico, ricordo l'enfasi e l'entusiasmo con cui mi comunicava di aver messo in cantiere una nuova opera letteraria o una nuova ricerca storica, e mi invitava a visionarla in anteprima, pronto ad accettare ogni giudizio ed ogni consiglio. Ed ero tra i primi a ricevere in dono da Uccio la sua nuova stampa.
Un uomo semplice a cui però la vita non ha risparmiato dolori ed angosce; fra tutti, il dolore più grande che si possa provare, la perdita di un figlio, che lascia nel cuore una ferita che non smette mai di sanguinare. Ma insieme la gioia della presenza di Lina, sua compagna di vita, che gli ha dedicato tutta se stessa assistendolo amorevolmente fino all'ultimo istante.
Tuttavia il nostro Uccio ha sempre e con fermezza saputo superare ogni ostacolo e dare un senso alla sua vita con lo studio e la ricerca.
Lo vedo ancora, nell'ultimo periodo in cui la vista lo stava progressivamente abbandonando, seduto alla sua scrivania, a leggere e scrivere aiutato da una grossa lente d'ingrandimento. Ed io riflettevo: non è la lente ad ingrandire il suo mondo, ma la sua presenza ed il suo impegno.
Oggi Uccio non c'è più; è vicino a suo figlio Gabriele ed a mio figlio Marco, che pure ha amato.
A noi resta un ricordo, un bellissimo ricordo di Uccio Caloro. Ciao Uccio, non ti dimenticheremo mai.

Tonino Casarano