mercoledì 31 dicembre 2014

Vi auguro un'oasi di pace

La strada vi venga sempre dinanzi 
e il vento vi soffi alle spalle 
e la rugiada bagni sempre l'erba 
cui cui poggiate i passi. 
E il sorriso brilli sempre 
sul vostro volto. 
E il pianto che spunta 
sui vostri occhi 
sia solo pianto di felicità. 
E qualora dovesse trattarsi 
di lacrime di amarezza e di dolore, 
ci sia sempre qualcuno 
pronto ad asciugarvele. 
Il sole entri a brillare 
prepotentemente nella vostra casa, 
a portare tanta luce, 
tanta speranza e tanto calore.

don Tonino Bello

giovedì 22 maggio 2014

In memoria di Uccio Caloro

In memoria di Uccio Caloro
Oggi Alessano si è svegliata più povera.
Ha perso uno dei suoi migliori figli e dei principali punti di riferimento culturali ed intellettuali.
E' pleonastico, da parte mia, ricordare la figura di Uccio Caloro, la cui levatura ed il cui spessore come uomo di cultura sono ben noti anche al di là dei confini nazionali.
Uccio ha dedicato la sua vita alla ricerca delle nostre radici, e lo ha fatto indagando ed approfondendo ogni tematica del passato locale. E da ottimo cultore della storia qual'era, ha trasfuso la sua ricerca in numerose opere apprezzate e studiate dal mondo accademico.
Ma i suoi allori ed i suoi meriti non hanno minimamente scalfito la sua semplicità di uomo: del resto, è una virtù dei grandi restare semplici.
Ed Uccio era un uomo semplice, disponibile, vicino a tutti e legato agli amici: fu il primo, quando nacque mio figlio Marco, ad accorrere in Ospedale per fotografarlo e farmene un ricordo.
Io, che posso dire di aver avuto il privilegio di essere stato suo amico, ricordo l'enfasi e l'entusiasmo con cui mi comunicava di aver messo in cantiere una nuova opera letteraria o una nuova ricerca storica, e mi invitava a visionarla in anteprima, pronto ad accettare ogni giudizio ed ogni consiglio. Ed ero tra i primi a ricevere in dono da Uccio la sua nuova stampa.
Un uomo semplice a cui però la vita non ha risparmiato dolori ed angosce; fra tutti, il dolore più grande che si possa provare, la perdita di un figlio, che lascia nel cuore una ferita che non smette mai di sanguinare. Ma insieme la gioia della presenza di Lina, sua compagna di vita, che gli ha dedicato tutta se stessa assistendolo amorevolmente fino all'ultimo istante.
Tuttavia il nostro Uccio ha sempre e con fermezza saputo superare ogni ostacolo e dare un senso alla sua vita con lo studio e la ricerca.
Lo vedo ancora, nell'ultimo periodo in cui la vista lo stava progressivamente abbandonando, seduto alla sua scrivania, a leggere e scrivere aiutato da una grossa lente d'ingrandimento. Ed io riflettevo: non è la lente ad ingrandire il suo mondo, ma la sua presenza ed il suo impegno.
Oggi Uccio non c'è più; è vicino a suo figlio Gabriele ed a mio figlio Marco, che pure ha amato.
A noi resta un ricordo, un bellissimo ricordo di Uccio Caloro. Ciao Uccio, non ti dimenticheremo mai.

Tonino Casarano 

domenica 20 aprile 2014

Coraggio! Irrompe la Pasqua!

don Tonino, Afrune 3
E’ il giorno dei macigni
che rotolano via dall’entrata dei sepolcri.
E’ il tripudio di una notizia
che si temeva non potesse giungere più
e che corre di bocca in bocca
ricreando rapporti nuovi tra vecchi amici.
E’ la gioia delle apparizioni del Risorto
che scatena abbracci nel Cenacolo.
E’ la festa degli ex delusi della vita,
nel cui cuore dilaga ora la speranza.
Che sia anche la festa in cui
il traboccamento della comunione
venga a lambire le sponde
della nostra isola solitaria.
don Tonino Bello

La Casa della Convivialità "don Tonino Bello"

Trascrizione di una lapide:
Questa “Casa della Convivialità – don Tonino Bello” donata, in parte, da Antonio Torsello e Armando Torsello, acquistata con i sacrifici della Comunità, ristrutturata con il contributo dell’otto per mille della CEI e la generosità della Parrocchia, benedetta dal Signor Cardinale Angelo Bagnasco alla presenza del nostro Vescovo, S. E. Mons. Vito Angiuli, sia luogo privilegiato di accoglienza e di fraternità, sulle orme del Servo di Dio Don Tonino Bello.
Alessano, 25 Aprile 2014                                                                         Il Parroco, don Gigi Ciardo                                                             
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domenica 13 aprile 2014

Domenica delle Palme

"C'è l'ho con te Chiesa che ho l'onore di servirti. C'è ancora molta prudenza nelle tue scelte pastorali. Fai eccessivo affidamento sui tuoi vecchi repertori. Ti lasci troppo irretire dalla paura del cambio. E dai l'impressione di non esserti del tutto liberata dalla cautela di ricorrere ai fermenti mondani del potere e della gloria. Cambiare è possibile. Per tutti". don Tonino Bello 


lunedì 10 febbraio 2014

L'antifascismo di Sel e della Boldrini

Scritto da Diego Fusaro

Pubblicato Lunedì 10 Febbraio 2014, ore 7,00

Prosegue, sui “social networks” e sui giornali, sulle televisioni e sulle radio, lo scontro tra la Presidente della Camera Laura Boldrini e gli esponenti del “Movimento 5 Stelle”, etichettati come fascisti, sovversivi, squadristi, nemici della democrazia. Il coro virtuoso del politicamente corretto non smette di denunciare ogni possibile resistenza, di delegittimare ogni forma di opposizione: lo fa richiamando nevroticamente il passato (fascismo, squadrismo, ecc.), con il solo obiettivo di glorificare integralmente il presente e le contraddizioni che lo innervano; di modo che gli abitatori dell’odierno paesaggio desertificato dalla crisi e signoreggiato dalla finanza e dalla dittatura eurocratica si illudano senza sosta di vivere in un mondo libero se confrontato con gli orrori di cui il passato è stato capace.

 

Sessismo, antifascismo, lotta contro lo squadrismo e contro i sovversivi neofascisti grillini: quanti alibi, signora Boldrini, per poter essere volgarmente apologeti della finanza, del capitale e delle banche che stanno portando alla rovina del nostro popolo. Quanta insistenza sul passato è necessaria per non vedere il presente? Quanto occorre insistere sugli orrori fortunatamente estinti per far sì che la gente non si accorga nemmeno più di quelli oggi dominanti? Quanta foga nel denunciare tutte le violenze che non siano quelle silenziose dell’economia e del mercato! Il manganello oggi ha cambiato forma, ma si fa ugualmente sentire: si chiama violenza economica, taglio delle spesa pubblica, precariato, rimozione dei diritti sociali, selvagge politiche neoliberali all’insegna dello “Stato minimo”. Provi a chiederlo ai giovani, che fin dalla tenera età vengono vergognosamente bombardati con la retorica anticomunista e antifascista e, insieme, subiscono sulla loro carne viva, nel silenzio generale, le conseguenze della violenza economica dei rapporti di forza capitalistici.

 












È un vero peccato, signora Boldrini, che lei e il suo partito non diciate nulla contro questo nuovo manganello, non meno odioso di quello precedente. È un vero peccato che per voi libertà, emancipazione e comunismo siano ormai la semplice riproduzione tautologica dell’esistente pienamente reificato, del presente totalmente amministrato dal potere della finanza e dalla violenza economica che, come il vecchio manganello, continua a percuotere gli ultimi. È un vero peccato che per voi i fascisti siano sempre e solo quelli che provano a combattere contro il fascismo e che i violenti siano sempre e solo quelli che provano a contrastare la violenza economica oggi dominante su tutto il giro d’orizzonte.

 

Non si può, del resto, chiedere troppo a un partito come Sel: un partito che ha abbandonato il sogno marxiano dell’emancipazione sociale per aderire all’incubo del finanzcapitalismo; che fa dell’antifascismo in completa assenza del fascismo l’alibi per accettare silenziosamente la contraddizione capitalistica e i rapporti di forza egemonici; che illude il suo elettorato che il massimo grado di emancipazione possibile sia il matrimonio gay e la distruzione della famiglia tradizionale; che pensa che il nemico oggi sia il comico Beppe Grillo e non la finanza internazionale che svuota la sovranità democratica degli Stati e produce genocidi finanziari come quello che si sta abbattendo sul popolo greco. Il primo compito di un comunista, diceva Louis Althusser, è quello di non raccontare e di non raccontarsi delle storie. Anche in questo, signora Boldrini, emerge nitidamente il vostro disinvolto transito, armi e bagagli, dalla lotta contro il capitale alla lotta per il capitale.